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Cappella di San Francesco Saverio

Cappella di San Francesco Saverio

Eretta nel 1928, questa chiesetta si ispira allo stile barocco predominante nell'architettura ecclesiastica di Macao. Sorta alle spalle del monumento che commemora la vittoria locale sui pirati nel 1919, presenta una facciata bicroma (bianca e color crema) su cui si aprono finestre ad arco e svetta un campanile.

La cappella custodisce reliquie di grande sacralità per il mondo cristiano in Asia. In particolare, in un reliquiario d'argento è conservato un osso del braccio di San Francesco Saverio, che aveva predicato il cristianesimo in Giappone per poi proseguire la sua fortunata opera di evangelizzazione sulla costa cinese, dove morì, nel 1522, sull'isola di Sanchuan, a 50 miglia da Macao. In origine si pensava di inviare la spoglia del santo in Giappone, ma il proposito fu accantonato per via delle persecuzioni religiose in atto in quel paese, perciò questa fu collocata nella Chiesa di San Paolo a Macao, successivamente trasferita nella Chiesa di San Giuseppe e infine sistemata nell'attuale sede nel 1978.

Le persecuzioni anticristiane in Giappone raggiunsero l'apice della violenza con la crocifissione a Nagasaki di 26 preti, sia stranieri sia giapponesi, nel 1597 e con il massacro di centinaia di credenti nel corso della Ribellione di Shimabara del 1637. Le ossa dei martiri e di altri ribelli furono portate a Macao e custodite nella Chiesa di San Paolo, per poi essere trasportate, a seguito dell'abbattimento di questo luogo di culto, nella Cattedrale e successivamente, nel 1974, nella Cappella di San Francesco Saverio, dove erano conservate anche le spoglie di altri martiri vissuti nel XVII secolo in Vietnam.

Un paio di anni fa queste reliquie furono trasferite nel Seminario di San Giuseppe e nel Museo di Arte Sacra, ma molti fedeli, soprattutto i cristiani giapponesi, continuano a venire in pellegrinaggio in questa cappella.