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Sala espositiva Na Tcha

Le antiche usanze e credenze di Macao legate alla divinità Na Tcha, tramandate di generazione in generazione, sono entrate nella National Intangible Cultural Heritage List nel 2014. Per illustrare la diversità della cultura di Macao, contribuire alla costante salvaguardia e alla trasmissione sostenibile delle usanze e delle credenze legate a Na Tcha, nel 2012 è stata inaugurata la sala espositiva Na Tcha. Progettata dall’Ufficio dei beni culturali e sostenuta dall'Associazione dei templi di Na Tcha e dai residenti siti nelle vicinanze, quest’iniziativa ha permesso a residenti e visitatori di apprendere le celebrazioni, la storia e costumi legati e dedicati a questa divinità.

La sala espositiva nel Tempio di Na Tcha, una costruzione che riunisce il tradizionale e il moderno, è estesa su una superficie totale di circa 70 m2. Questa sala illustra la leggenda di Na Tcha e le sue festività, ed espone numerosi oggetti utilizzati nella celebrazione del compleanno della divinità, come incensieri religiosi, distici, oggetti usati nelle processioni religiose, come la Sedia-Sedan di Na Tcha, l'ombrello cerimoniale, le teste di leone, e anche petardi per le feste religiose. Inoltre, l'Ufficio dei beni culturali ha creato un video sulle festività di Na Tcha, ed ha riunito, in formato eBook, fotografie di attività commemorative in onore di questa divinità scattate negli ultimi decenni, consentendo ai visitatori di assistere alla storia e all'evoluzione di queste tradizioni.

La mostra presenta otto disegni volti ad illustrare le origini della leggenda di Na Tcha in modo didattico, grazie al lavoro di un famoso fumettista locale, Ah-Cheng. Attraverso questi oggetti, i visitatori possono comprendere meglio il significato delle credenze e delle tradizioni legate a Na Tcha, nonché sperimentare l'atmosfera festosa delle sue celebrazioni. In questo spazio sono esposti anche reperti e resti di costruzioni rinvenuti durante gli scavi archeologici, ritenuti appartenenti all'ala occidentale della Chiesa della Mater Dei.

Fonte: Istituto culturale